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Biorisonanza e Biofeedback - Synapse 369

MEDICINA QUANTISTICA E CURE INNOVATIVE  PER PERSONE, ANIMALI E AMBIENTI
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Biorisonanza e Biofeedback

Il linguaggio delle frequenze
Tutto ciò che ci circonda è in movimento. Anche il nostro organismo è un sistema estremamente complesso, formato da cellule, acqua, molecole e strutture che comunicano continuamente attraverso segnali elettrici, chimici e biologici.
Per comprendere in modo semplice il principio della biorisonanza, possiamo immaginare il corpo come una grande stazione radio.
Una radio può ricevere moltissime frequenze, ma per ascoltare chiaramente una determinata stazione deve essere correttamente sintonizzata. Quando il segnale viene disturbato compaiono interferenze, rumore e perdita di qualità.
Nell'approccio della biorisonanza utilizziamo proprio il concetto di frequenza e risonanza per osservare le risposte dell'organismo a differenti stimoli e individuare possibili aree di disarmonia.
L'obiettivo è guardare la persona nella sua globalità, cercando di comprendere non soltanto dove si manifesta uno squilibrio, ma anche quali elementi fisici, emotivi, ambientali e legati allo stile di vita possono essere associati ad esso.
Frequenza, acqua e cellule
Il corpo umano è costituito in gran parte da acqua, elemento fondamentale dell'ambiente nel quale avvengono praticamente tutti i processi cellulari.
L'acqua non è semplicemente un elemento passivo: le sue molecole interagiscono continuamente con ioni, proteine, membrane cellulari e altre molecole presenti nell'organismo.

Campi elettrici ed elettromagnetici possono influenzare il comportamento e l'organizzazione delle molecole d'acqua; da qui nasce anche l'interesse per il rapporto tra frequenze, acqua e sistemi biologici.
Nell'approccio della biorisonanza si parte dal concetto che differenti strutture e condizioni possano essere associate a differenti caratteristiche frequenziali. Il sistema analizza quindi la risposta dell'organismo agli stimoli utilizzati, alla ricerca di segnali di equilibrio o disarmonia.
Possiamo tornare ancora una volta all'esempio della radio: quando una stazione non viene ricevuta correttamente, non significa necessariamente che la radio sia rotta. A volte è necessario ritrovare la corretta sintonizzazione.
Siamo fatti anche di schemi e associazioni
Ma l'essere umano non è soltanto cellule, organi e reazioni biochimiche.
Durante tutta la nostra vita il cervello costruisce continuamente schemi e associazioni. Colleghiamo persone, situazioni, emozioni, sensazioni corporee, odori, luoghi ed esperienze, spesso senza rendercene conto.
Una parte importante delle neuroscienze affettive, sviluppata anche attraverso il lavoro del neuroscienziato Jaak Panksepp, ha studiato i sistemi emotivi profondi del cervello e il loro rapporto con motivazione e comportamento.
Le esperienze vissute, soprattutto durante l'infanzia e nelle fasi più delicate dello sviluppo, possono contribuire alla costruzione del modo in cui successivamente percepiamo e affrontiamo determinate situazioni.
Un'esperienza emotivamente intensa può, per esempio, creare un'associazione tra una determinata situazione e una risposta di allarme.
Molti anni dopo il contesto può essere completamente diverso, ma possiamo ritrovarci davanti a qualcosa che riattiva quello schema: ansia, paura, rabbia, tensione, bisogno di controllo, chiusura o una sensazione corporea apparentemente inspiegabile.
Non sempre reagiamo soltanto a ciò che sta accadendo nel presente. A volte reagiamo anche attraverso ciò che il nostro sistema ha imparato ad associare a quella situazione.
Biorisonanza, emozioni e traumi infantili
Per questo nel mio lavoro utilizzo la biorisonanza e il biofeedback anche come strumenti di esplorazione della componente emotiva.
Durante una valutazione possono emergere elementi o associazioni che diventano un punto di partenza per approfondire la storia della persona: esperienze infantili, eventi emotivamente significativi, paure, conflitti o schemi che continuano a ripresentarsi nella vita adulta.
Il macchinario può quindi aiutare a portare alla luce possibili associazioni emotive e temi profondi che meritano di essere esplorati.
Questo non significa che una macchina possa leggere direttamente un ricordo o stabilire con certezza l'esistenza e l'origine di un trauma. Ciò che emerge viene utilizzato come traccia da approfondire insieme alla persona, mettendolo in relazione con la sua storia e con ciò che riconosce nella propria esperienza.
Ed è proprio qui che il lavoro diventa particolarmente interessante: ciò che apparentemente sembra non avere una spiegazione può talvolta inserirsi all'interno di uno schema più ampio fatto di esperienze, associazioni, emozioni e risposte apprese nel tempo.
L'obiettivo non è soltanto chiedersi “che cosa sto provando?”, ma anche:
“Perché il mio sistema sta reagendo proprio in questo modo?”
Cosa possiamo osservare
Durante una valutazione di biorisonanza e biofeedback vengono raccolte e analizzate le risposte rilevate dal sistema.
Questo permette di costruire un quadro individuale e di osservare diversi aspetti, tra cui la risposta ad alimenti e sostanze, l'equilibrio energetico di organi e sistemi, lo stress e la regolazione del sistema nervoso, parametri collegati al sistema immunitario e possibili aree di disarmonia.
La valutazione può inoltre offrire spunti per approfondire la componente emozionale e gli eventuali schemi associativi che emergono durante il percorso.
L'obiettivo è andare oltre il singolo sintomo e osservare la persona nel suo insieme, cercando di comprendere dove il sistema mostra maggiori difficoltà di adattamento e quali elementi possono contribuire al suo squilibrio.
Come si svolge una seduta
La seduta è non invasiva.
Attraverso specifici sensori, il sistema registra e analizza le risposte dell'organismo. I dati ottenuti vengono elaborati e confrontati con le banche dati e i parametri di riferimento previsti dal dispositivo.
Successivamente vengono valutati insieme alla persona, così da individuare le aree sulle quali concentrare il lavoro.
In base a ciò che emerge, il percorso può essere personalizzato e integrato con indicazioni relative all'alimentazione, allo stile di vita e agli altri strumenti utilizzati nel mio studio.
La persona non viene quindi considerata come un insieme di parti separate, ma come un sistema complesso nel quale corpo, sistema nervoso, emozioni, esperienze, ambiente e stile di vita interagiscono continuamente.
Biorisonanza anche per gli animali
I trattamenti di biorisonanza che propongo non sono rivolti solamente alle persone.
Eseguo trattamenti anche su cani, gatti, cavalli e altri animali, adattando il lavoro alle caratteristiche e alle esigenze del singolo animale.
Attraverso la biorisonanza è possibile lavorare sulle frequenze e sugli squilibri evidenziati dal sistema, considerando l'animale nella sua globalità.
Anche gli animali sono sistemi biologici complessi e sono continuamente esposti agli stimoli provenienti dall'alimentazione, dall'ambiente e da ciò che li circonda.
Biorisonanza e trattamento degli ambienti
Il lavoro con la biorisonanza può essere esteso anche agli ambienti.
Eseguo trattamenti dedicati ad abitazioni, studi professionali, uffici e altri spazi, con l'obiettivo di individuare possibili interferenze e lavorare sul riequilibrio delle frequenze dell'ambiente.
Trascorriamo gran parte della nostra vita negli stessi luoghi e siamo continuamente in relazione con ciò che ci circonda.
Per questo, nel mio approccio, non considero soltanto la persona isolatamente, ma anche il sistema nel quale vive.
Persona, animale e ambiente sono sistemi in continua relazione tra loro.
La biorisonanza nasce proprio da questa visione: osservare ciò che normalmente non vediamo, ascoltare le risposte del sistema, riconoscere schemi e associazioni e ricercare una migliore sintonizzazione ed equilibrio.
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